Conosci Google Pixel Buds, nuove cuffie in grado di tradurre 40 lingue?

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Google Pixel Buds

Conosci i Google Pixel Buds, le nuove cuffie in grado di tradurre all'istante 40 lingue diverse?

Le cuffie Pixel Buds, il nuovo e ambizioso progetto di Google in grado di tradurre e comprendere 40 lingue diverse, rivoluzioneranno il turismo, il commercio e il modo stesso di comunicare? Scopi con noi l’impatto di questa nuova tecnologia.

Google ha da poco presentato uno tra i progetti più ambiziosi, cioè i nuovi Pixel Buds, gli auricolari wireless potenzialmente in grado di abbattere le barriere create dalle differenze linguistiche.

Come funzionano i Google Pixel Buds e quali sono le loro potenzialità? Scopriamolo insieme.

All’apparenza possono sembrare delle normalissime e anonime cuffie bluetooth che permettono di ascoltare la musica. Vi è un cavo che le unisce insieme e una custodia simile a quella delle AirPods di Apple che, anche in questo caso, serve come base di ricarica.

Google Pixel Buds

Conosci i Google Pixel Buds, le nuove cuffie in grado di tradurre all’istante 40 lingue diverse?

In realtà tali auricolari, sfruttando l’intelligenza artificiale (può interessarti anche “AI: cos’è l’intelligenza artificiale e quali interrogativi pone?“), sono in grado di comprendere il parlato e tradurlo in ben 40 lingue (ma ne sono previste altre). Mentre una persona parla, l’apparecchio traduce e l’interlocutore sente quello che viene detto, tradotto in un’altra lingua e viceversa. Le cuffie suggeriscono anche una possibile risposta da formulare.

Ad esempio basterà parlare in italiano e dallo speaker dello smartphone una voce sintetica, ma perfettamente comprensibile, tradurrà le parole nell’idioma scelto, e lo stesso nell’altro verso. Il tutto si svolgerà nella frazione di un secondo o due, per rendere le conversazioni il più fluide e dinamiche possibili.

Come funzionano le Google Pixel Buds?

Le cuffie si infilano nell’orecchio (dove rimangono stabili grazie a un’ingegnosa piegatura del cavo) e si comandano sfiorando il guscio esterno dell’auricolare destro. Un movimento verso l’alto o il basso permette di accedere ai comandi del riproduttore musicale.

Tenendo invece il dito fermo per qualche secondo si avvia l’assistente di Google. Tutto quello che dovrete fare è premere sulla cuffia destra e chiedere all’applicazione di aiutarvi a parlare la lingua che desiderate tra quelle disponibili.

Facile e immediato, no?

Una singola ricarica consente un’autonomia per circa cinque ore. Al momento tale dispositivo è funzionante solo con il Pixel 2 (il nuovo smartphone di Big G), ma non è detto che un aggiornamento non le renda compatibili con altri smartphone Android o Apple.

In questo caso la tipologia di telefono o di sistema operativo conta poco. I dati sono infatti inviati nel quartier generale della Mountain View che traduce il testo usando le stesse reti neurali impegnate per Google Translate.

Avevi mai sentito parlare di questo innovativo progetto di Google?

I Pixel Buds in realtà sono passati un po’ sotto silenzio dato che l’attenzione dei Media era rivolta quasi esclusivamente al lancio del nuovo smartphone di Apple lo scorso mese. A differenza di dispositivi come l’iPhone X o i nuovi smartphone di Google top-gamma, il prezzo è accessibile. L’acquisto delle cuffie sarà possibile da novembre al prezzo di 159 dollari.

Queste sono pre-ordinabili negli Stati Uniti ma saranno disponibili anche in Canada, Inghilterra, Germania, Australia e Singapore (purtroppo non ancora in Italia).

Che impatto avranno i Pixel Buds sul mondo del turismo e dei viaggi?

Porteranno ad una vera e propria rivoluzione culturale abbattendo il muro delle differenze linguistiche?

Acquistando questi auricolari le persone saranno in grado di visitare qualsiasi Paese del mondo e intrattenere conversazioni di qualsiasi tipo con chiunque, senza timore di non essere comprese, di essere fraintese o di offendere qualcuno a causa di una cattiva grammatica o pronuncia.

Anche i commerci internazionali e le comunicazioni potrebbero diventare molto più semplici ed efficaci, dato che potrebbero aiutare fortemente gli imprenditori all’estero e favorire l’industria dei viaggi.

D’altra parte, viene spontaneo chiedersi quali settori saranno penalizzati dalla diffusione di tale tecnologia e quanti/quali posti di lavoro andranno persi. Il risvolto negativo è che, probabilmente, diversi settori di mercato verranno travolti, così come è probabile che i Pixel Buds contribuiscano a generarne di nuovi.

Le problematiche maggiori riguardano la questione privacy. Dobbiamo sottolineare i progressi che recentemente Google sta effettuando in materia di tutela della privacy per gli utilizzatori dei servizi e dispositivi Android.

Forti dubbi rimangono legati all’utilizzo dei Pixel Buds poiché il microfono è sempre acceso e in ogni momento è in grado di riconoscere una musica in sottofondo o di svolgere la funzione di traduzione.

Google sarà sempre in grado di sapere dove e quando le conversazioni avranno luogo, avrà accesso un’infinità di informazioni che potrebbero risultare estremamente utili al settore dell’advertising e del marketing.

Se i Pixel Buds si affermassero nel mercato e diventassero un prodotto di massa, è probabile che il mondo dell’interpretariato subisca un duro colpo e che, nel medio o lungo periodo, questa professione venga quasi totalmente spazzata via dall’intelligenza artificiale.

I dubbi e le questioni aperte in merito a questo nuovo prodotto sono molteplici, non abbiamo una risposta univoca e precisa a questi interrogativi, non ci rimane che aspettare la prossima mossa del grande colosso statunitense dell’informatica.

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