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Home / Approfondimenti / SEO e GEO: cosa sono e dove ci sta portando l’AI
In un ecosistema digitale sempre più affollato e competitivo, le sfide si accartocciano e ridefiniscono. Farsi trovare dalle persone giuste, nel momento e nel luogo giusto è cruciale almeno quanto essere in grado di diventare rilevanti agli occhi dell’AI.
L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il nostro modo di cercare e trovare informazioni online: i motori di ricerca non si limitano più a restituire risultati basati su parole chiave, ma interpretano l’intento dell’utente, il contesto e il bisogno immediato di ricevere risposte sempre più mirate e personalizzate.
Secondo Datos, azienda specializzata nella raccolta e nell’analisi di dati sul comportamento degli utenti online, tra l’1 e il 14 gennaio 2025 la percentuale di utenti che utilizzavano Chat GPT è salita al 14,68%, rispetto al 6,95% dello stesso periodo nel 2024 – un incremento significativo del 7,73% in dodici mesi. Questo comportamento rivoluzionario è confermato anche da Gartner, società di ricerca e consulenza strategica, secondo cui entro il 2026 si assisterà ad un calo del 25% nel volume di ricerca tradizionale, a causa dell’adozione crescente di chatbot AI, assistenti virtuali e motori di ricerca generativi.
Da marzo 2025, anche in Italia è disponibile AI Overview, la nuova versione di Google SGE (Search Generative Experience): si tratta di un modello di intelligenza artificiale che genera riassunti sintetici di risposte direttamente in cima alle pagine dei risultati di ricerca (SERP) per soddisfare subito le domande degli utenti.Navigando in Google avrete sicuramente avuto già modo di vederla in azione, in particolare nelle SERP informative.
In questo articolo proviamo a fare un excursus di quanto stiamo osservando da alcuni mesi a questa parte.Partendo dalla spiegazione più semantica di SEO e GEO, passeremo alle loro principali differenze, al perché sono fondamentali per la visibilità online e a quali strategie stiamo portando avanti in quanto SEO agency.
Senza avere la presunzione di afferrare ogni nota che l’AI sta portando al nostro modo di cercare informazioni, nelle righe di seguito troverete una nostra personale narrazione di quanto stiamo osservando, testando e capendo. Sempre con il giusto spirito di adattamento che deve avere, secondo noi, chi fa questo mestiere.
La SEO, acronimo di Search Engine Optimization, è l’insieme delle tecniche volte a migliorare la visibilità online di un brand.Tra gli obiettivi della SEO abbiamo quello di posizionare il sito web “il più in alto possibile” nelle pagine dei risultati di un motore di ricerca, le cosiddette SERP (Search Engine Results Page).Obiettivo non secondario è il posizionamento delle pagine di un sito nelle SERP chiave per i concetti chiave trattati: potrebbe infatti risultare poco sensato il posizionamento di una pagina che tratta di “verniciatura industriale” in una serp popolata da temi informativi sulla “verniciatura fai da te”. Per quanto si tratti di tematiche che possono sembrare affini (si parla di verniciatura), i target e gli intenti sono totalmente differenti e questo crea un delta considerevole tra l’intenzione di ricerca dell’utente e il nostro risultato proposto. Risultato: nessun clic o, nella “migliore” delle ipotesi, qualche clic con abbandono veloce del nostro sito e crollo del tempo di permanenza. La SEO agisce esclusivamente sui risultati organici, quindi non sponsorizzati, piegando a suo favore landing page performanti, affidabili e coerenti con l’intento di ricerca degli utenti.
La SEO si articola in tre aree principali:
La GEO, acronimo di Generative Engine Optimization, è una disciplina emergente che si occupa di ottimizzare i contenuti per i motori di ricerca generativa. Cosa sono i motori di ricerca generativa? I motori di ricerca generativa sono sistemi che, invece di limitarsi a mostrare link, utilizzano l’intelligenza artificiale per creare risposte sintetiche alle domande degli utenti. Si basano su LLM (Large Language Model), cioè modelli linguistici che comprendono e producono testo, ma possono diventare veri e propri AI agent quando integrano strumenti, memoria e la capacità di agire in autonomia. In questo modo la ricerca online non è più solo consultazione di risultati, ma una vera interazione intelligente con le informazioni.
Esempi concreti di queste piattaforme sono Google AI Overviews, Microsoft Copilot, Perplexity AI, You.com e ChatGPT.
Contrariamente a quanto potrebbe suggerire il nome GEO, questa tecnica non ha nulla a che fare con la posizione geografica: si tratta invece di tutto quell’insieme di strategie volte a rendere un sito web più visibile e citato all’interno delle risposte fornite dai nuovi sistemi dotati di AI.
Se da una parte la SEO “tradizionale” si occupa di migliorare il ranking nelle SERP di Google, la GEO mira a creare e ottimizzare contenuti che siano facilmente compresi dai motori di ricerca generativi, con l’obiettivo di essere il più menzionati possibile nelle conversazioni rilevanti.
Le due discipline sono quindi, oggi, coesistenti e integrate. Evolvono e si perfezionano ogni giorno, dandoci costantemente materiale da studiare.
La SEO e la GEO, pur presentando delle similitudini, sono due discipline che agiscono in modi e contesti differenti. Entrambe mirano ad aumentare la visibilità online, ma per farlo utilizzano modalità diverse.
Vediamo di seguito le principali differenze:
Una delle risposte essenziali a questa domanda viene fornita direttamente da Google nel disclaimer che appare consultando la sua documentazione ufficiale. Alla voce “Funzionalità di AI”, e volendo approfondire il tema Funzionalità di AI e il tuo sito web, Google ci fornisce una nota colorata che dice “Le best practice per la SEO rimangono pertinenti per le funzionalità di AI nella Ricerca Google (ad esempio AI Overview e AI Mode). Non sono previsti requisiti aggiuntivi per la visualizzazione in AI Overview o in AI Mode, né sono necessarie altre ottimizzazioni speciali. Detto questo, è sempre bene rivedere le best practice di base sulla SEO.”
Con questo disclaimer, Google desidera ricordare che la sua natura di motore di ricerca ha come obiettivo il match più coerente possibile tra domanda e risposta: l’utente cerca qualcosa, l’utente trova facilmente una risorsa che lo soddisfa.
Ottimizzare un sito per i motori di ricerca generativi significa quindi:
L’obiettivo della GEO è, quindi, quello di creare contenuti chiari, autorevoli e utili affinché possano essere considerati attendibili e utilizzati nelle risposte generative.
Integrare SEO e GEO è fondamentale per le aziende che vogliono massimizzare la loro visibilità online, sia nei motori di ricerca tradizionali, sia nelle risposte generate dall’AI.
Comparire come fonte citata da un motore di ricerca generativo basato sull’AI può generare traffico qualificato verso il sito.
Il nostro cliente La Veronese® produce alimenti senza glutine, farine, pasta, riso e fiocchi di avena, prodotti specifici per persone celiache e non solo. Si tratta di una materia molto complessa:
a) per la competitività del settore
b) per la sua sensibilità intrinseca: raccontare questo brand significa creare un ecosistema di temi che parlano di salute, sicurezza e sostenibilità.
Gli utenti target tendono a cercare minuziosamente informazioni, conferme e ispirazione. Con questo cliente abbiamo lavorato alla creazione di una vera e propria rete di contenuti organici capaci di “intrappolare” ogni esigenza del funnel.Dall’ottimizzazione “tradizionale” per parole chiave secche, abbiamo iniziato a ragionare su temi di coda lunga, domande più personalizzate ed esigenze di nicchia, confezionando news specifiche e ricche di informazioni. La domanda alla base di ogni news è stata “cosa vorremmo sapere, se fossimo un possibile cliente? Su cosa vorremmo essere rassicurati? Che cosa consacrerebbe quanto stiamo leggendo come autorevole?”.
Il sito de La Veronese® ha iniziato a incrementare il suo traffico organico e ad essere menzionato da ChatGPT per domande come “quali sono i più affidabili produttori di farine senza glutine per celiaci in Italia?”
Mentre allo stesso tempo, per keyword più tradizionali come “produttori di alimenti senza glutine” il sito mantiene la sua posizione in prima pagina nella serp:
In un contesto in cui l’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui troviamo le informazioni online, noi come agenzia SEO stiamo osservando come SEO e GEO possano essere implementate e integrate per mantenere alta la visibilità di un sito e accrescerne la percezione in fatto di autorevolezza.
In conclusione, quello che possiamo constatare è che il lavoro, ad oggi, si svolge in modo sempre più integrato sul piano del brand: attorno a pillar content (contenuto pilastro) emergono sempre più cluster content (contenuti più brevi e di approfondimento verticali su un determinato argomento), volti a far emergere la competenza. Notorietà e autorità di dominio continuano a risultare cruciali, in quanto le AI generative prediligono siti e blog conosciuti rispetto a quelli considerati meno affidabili.
Un altro nostro cliente particolarmente affermato nel settore della building automation, Microdevice Srl, risulta citato sia da Chat GPT alla domanda “quali sono le migliori aziende di domotica e building automation per hotel in Italia” sia da AI Overview per la query “migliori aziende di building automation in italia”
In termini di controllo e analisi dati andremmo chiaramente ad aprire un altro tema troppo lungo per essere affrontato in questa sede, ma quanto stiamo osservando in materia di ricerca da alcuni mesi a questa parte ha del rivoluzionario.
Volendo sempre cercare di essere costruttivi, e non distruttivi, vorremmo dire che la GEO può essere un’opportunità per aziende e persone.
Dal punto di vista della SEO, ci piace pensare che possa premiare la costanza, la pertinenza e l’autorevolezza, in modo ancora più evidente rispetto al passato. Questo potrebbe non rispecchiarsi in un KPI di facile tracciamento, bensì in un contesto di memorabilità molto più ampio.
Sul piano invece del brand puro, pensiamo che la GEO possa valorizzare la specificità di chi lavora con visione e rendere sempre più evidente la personalità di ogni storia: prima che l’AI arrivi a scegliere per noi cosa dobbiamo leggere, vedere, scegliere e comprare, ogni brand dovrebbe valorizzare il suo essere unico e utile, al di là di ogni intelligenza artificiale.
Cosa stiamo facendo in sintesi: stiamo ancora osservando, ogni giorno. Siamo sempre pronti a lasciarci stupire. E ricominciare a testare.
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